Pregare con i rifugiati
Quando ci confrontiamo con il conflitto, i massacri e l’angoscia apparentemente senza fine in così tanti luoghi del nostro mondo, ci chiediamo come Dio possa permettere che avvengano queste cose. L’Antico Testamento descrive come il popolo di Israele abbia sofferto a causa della guerra, della violenza, della carestia, della persecuzione e dell’esilio, e come in tutte queste difficili realtà abbia continuato a cercare di trovare la presenza amorevole del Dio dell’alleanza.

Questa sezione del sito offre ai lettori un’opportunità per riflettere e pregare sugli avvenimenti positivi e negativi. Quando incontriamo e lavoriamo insieme a rifugiati che hanno affrontato l’ingiustizia e la sofferenza, è importante ricordare a loro e anche a noi stessi di restare in contatto con Dio, la fonte di ogni bene e di ogni amore. Questo è l’unico modo di resistere al male.



Pregare con i rifugiati in Sud Africa: perché i cattolici dovrebbero preoccuparsi della xenofobia
04 maggio 2015
Johannesburg, 29 aprile 2015 – Sono passati tre mesi da quando un'ondata di saccheggi ai negozi gestiti da migranti è iniziata a Snake Park, nell'area urbana di Soweto a Johannesburg e in altre parti del Paese. La violenza è culminata due settimane fa a Durban, con cinque morti, molti feriti e circa 2.500 costrette a lasciare le loro case e a fare affidamento solo su chiese, moschee e comune per la loro sopravvivenza.
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Pregare con i rifugiati in Nord Kivu: cantando insieme al Signore
01 settembre 2014
Masisi, 1 settembre 2014 – Come possiamo impegnarci per pregare in un modo che lasci spazio ai rifugiati e agli sfollati nelle nostre comunità? Questo è un appello ad accogliere gli sfollati nel nostro mondo. Qual è il mio personale impegno rispetto a questo? Come posso io, come membro di una comunità che accoglie, esprimere la mia solidarietà e mostrare ospitalità verso gli altri?
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Pregare con i rifugiati: accompagnare le persone in detenzione
01 aprile 2014
Washington DC, 1 aprile 2014 – Negli Stati Uniti e in molti altri Paesi il Servizio dei Gesuiti per I Rifugiati lavora intensamente per assistere rifugiati e richiedenti asilo in detenzione. L'uso della detenzione per scoraggiare, controllare e punire chi chiede asilo è cresciuto in tutto il mondo negli ultimi dieci anni. Ogni anno negli USA circa 15 mila richiedenti asilo sono detenuti.
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Pregare con i rifugiati in Africa meridionale : ridefinire la nostra missione nella vita
01 marzo 2014
Johannesburg, 1 marzo 2014 – Una mattina ho accolto una visitatrice nel nostro ufficio, una giovane rifugiata che chiamerò Ayan*.
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Pregare con i rifugiati in Sud Sudan: un appello per la pace
01 febbraio 2014
Tombura-Yambio, 1 febbraio 2014 – La popolazione del Sud Sudan ha già vissuto, abbondantemente, la sua parte di sofferenza. Gli storici moderni ci dicono che più di 4,5 milioni di persone sono morte nelle nostre guerre di indipendenza e numeri simili si sarebbero registrati nei decenni scorsi, se qualcuno avesse contato le vittime. La nostra nazione ha bisogno di abbracciare il passato per evitare di ripetere errori che hanno causato morte, sofferenza e umiliazione su larga scala. Per questo io faccio un forte appello per la pace in Sud Sudan, un appello che viene dal profondo della mia anima.
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Pregare con i rifugiati a Nairobi: incoraggiare la riconciliazione attraverso seminari di spiritualità
01 gennaio 2014
Nairobi, 1 gennaio 2014 – I rifugiati sopravvivono a esperienze dolorosa che li lasciano emotivamente feriti, in un Paese straniero. Portano il peso di chi ha causato oppure ancora causa loro tale sofferenza. A volte perdono il contatto con se stessi, con gli altri e persino con Dio. Di conseguenza, alcuni sperimentano complicazioni, malesseri e persino incubi.
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